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1989 BAMBINI E AUTO

QUESTE COSE BILL LE SCRIVEVA NEL 1989! VALGONO ANCORA OGGI NEL NUOVO MILLENNIO!

Bambini e auto

10.5.1989

 

Ho fatto diverse interrogazioni riguardanti tematiche ambientali: dalla salute del lago, Ceresio (problema analizzato dal Gruppo Ceresio Anno Zero da oltre 9 anni) al problema della radioattività. Per arrivare a toccare la grave situazione dell'inquinamento dell'aria. Grave perché ognuno di noi può scegliere cosa mangiare ma non può scegliere quale aria respirare essendo una sola e che serve per la vita di tutti.
Nella campagna antinquinamento dell'aria, assieme a diverse organizzazioni ho chiesto il potenziamento dei trasporti pubblici con prezzi attrattivi per tutti, compresi i 38.000 frontalieri, l'estensione del controllo dei gas di scarico alle 20.000 auto dei frontalieri e l'obbligo per tutti di spegnere il motore ai semafori nel rispetto rigido dell'ordinanza sulle norme di circolazione.
Oltre a queste richieste sul traffico privato ho chiesto, sempre tramite interrogazione, un risanamento «urgente» delle fonti inquinanti industriali e artigianali.
Bene, in favore di tutte queste richieste per la salvaguardia dell'ambiente non c'è stata una Grande reazione, nemmeno da chi ora, facendo l'ecologista «equilibrato» difende il...

diritto di alcune minoranze di organizzare gare, motoristiche, attaccando anche con apprezzamenti denigratori chi ha seguito la logica e ha chiesto, per mezzo di comunicati e una interrogazione firmata da 12 deputati in rappresentanza di sei partiti, la proibizione di queste gare. Devo ammettere che alcune di queste, in particolar modo il motocross e le corse in salita, mi piacciono. Ma certe volte bisogna fare delle scelte in coscienza e seguendo la logica, e questa ultima richiedeva, data la situazione di degrado dell'aria, una loro proibizione. Questo non perché sono la fonte principale dell'inquinamento, ma perché sono un mezzo pubblicitario molto potente del mezzo privato.
In un momento in cui si sta cercando di cambiare la tendenza che vuole l'uso del mezzo privato come privilegiato su quello pubblico, ogni gara motoristica diventa diseducativa perché esalta il mito del motore. E si può proprio parlare di mito viste le reazioni avute alla proibizione del rally di Lugano. Non si è fatto così tanto rumore nemmeno quando le autorità consigliavano i genitori di, tenere in casa i bambini e gli sportivi di non allenarsi all'aperto a causa dell'allarme smog.
Trovo quasi immorale che si metta davanti alla qualità della vita un mezzo quale l'automobile che al pari di un aspirapolvere dovrebbe avere la funzione di essere al servizio dell'uomo.
Finisco con due riflessioni: la prima è che se gli organizzatori avevano un'autorizzazione di massima per il rally già all'inizio dell'anno, proprio nel momento di pre-allarme smog: vuoi dire che qualcuno è stato disonesto; la seconda è che sono i bambini ad avere il diritto di stare in strada e non le auto. Bisogna scegliere.

 

Bill Arigoni